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Una gita a... Jenne Stampa E-mail
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jenne
Il
nome di Jenne, detto anche Gehenna, si fa derivare dal termine inferno che ancora oggi rimanda alle belle grotte dell' Inferniglio
 

Jenne

Sede del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, Jenne si trova in una delle zone più incontaminate del Lazio. Da lontano appare come un folto aggregato di case arrampicato su una roccia, e fa impressione vedere come, nel versante a valle del paesino, uno strapiombo divide il paese dalla natura.

 

 

Il nome di Jenne, detto anche Gehenna, si fa derivare dal termine inferno che ancora oggi rimanda alle belle grotte dell' Inferniglio (nella foto), poste sotto il paese, a 512 metri s.l.m., nell'omonima località. Dalle grotte, esplorate da speleologi svizzeri, francesi ed italiani, oggetto di leggende popolari su una chioccia dalle uova d'oro, si raggiunge facilmente la "Mola Vecchia", antico mulino costruito dai padri benedettini nell' XI sec. in un punto in cui il corso dell' Aniene forma un invaso naturale.
Intorno al 1079 il castello di Jenne, posto a dominio di tutta la valle dell'Alto Aniene, fu oggetto di contesa fra esponenti della famiglia dei Conti di Tuscolo, dalla quale nascerà Papa Alessandro IV, ed il monastero di Santa Scolastica il cui abate, dopo aver riconquistato Jenne e costruito un castello sul monte Porcaro (1082), li concesse in feudo a Crescenzo, vescovo di Alatri. Un familiare di questi li diede ai "Siniores Trebenses" i quali nel 1162, li restituirono al monastero. Il feudo di Jenne fu nuovamente dato dall'Abate Simone nel 1176 a Filippo di Marano, proavo di Rinaldo 11, futuro Papa Alessandro IV, che nacque a Jenne attorno al 1187. Il grande pontefice, nipote di Gregorio IX, che aveva già diritti feudali sul castello di Jenne, protettore come lo zio dei francescani, nella sua qualità di "Figlio e Padre" di Jenne concesse nel settembre 1260 grandi indulgenze a quanti visitavano la cappella di S. Maria in Arce dentro la Rocca.


Prendendo la strada che sale fino a Monte Livata si giunge nella piana Fondi: immensi prati ricchi di orchidee e genziane si alternano a spettacolari faggete piene di funghi e frutti di bosco (attenzione: per la raccolta dei funghi è necessario munirsi del tesserino, previa apposito corso - telefonare alla sede del Parco - 0774/827221), inoltre non è raro incontrare esemplari di poiana, di falco o di ghiandaia.
Sotto il paese si giunge a Le Prata - raggiungibile a piedi attraverso sentieri e mulattiere o in macchina passando per il bivio di Comunacque (consigliato) - , splendida vallata creata dal fiume Aniene, con le sue acque impetuose e fredde ideali per la pesca a spinning o a mosca (c'è anche un tratto riservato raggiungibile più facilmente da Subiaco).
Sotto il profilo folkloristico è molto interessante recarsi a Jenne durante il periodo natalizio, sono infatti diversi anni che viene realizzato un presepe vivente all'interno del paese. Innumerevoli, invece, sono le feste paesane e le sagre.

Da vedere:

  • Chiesa Parrocchiale di S.Andrea (crocifisso ligneo del XVI secolo).
  • Chiesa della Madonna delle Grazie (a due navate rispettivamente del XIV e XVIII secolo).
  • Ruderi della Rocca di Alessandro IV con annessa cappella di S.Maria in Arce (affreschi del XIII secolo).
  • Mulino comunale (edificio dei primi decenni del '900).
Ultimo aggiornamento ( venerdì 12 ottobre 2007 )
 
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