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Risorgenza di Civitella Stampa E-mail
Scritto da AngeloAntonio2000-2000   
Relazione uscita del 4-9-05 alla risorgenza di Civitella - di AngeloAntonio2000-2000


I
mmagino le risate che si sono fatte le salamandre, le rane ed i tritoni nel vederci vestiti da supereroi, costretti in armature di neoprene ed elmi luminosi, per affrontare il Drago di CIVITELLA.
Peccato che il dragone non si è svegliato e quindi non ha riscaldato l'acqua col suo lanciafiamme naturale. Ha ragione il sommo Presidente che non per niente si fà chiamare H2o, a raccomandarci l'uso di spesse corazze (almeno 5 mm).

L'acqua a circa 10 gradi ha il potere di risucchiare una grande quantità di energia vitale: occhio quindi!!!!
Lasciato il nostro fido Ursus a proteggerci le spalle da lupi, cinghiali, grilli e quant'altro, io, lo sgusciante Gabriele e l'invisibile Fabio minimo, detto l'ammazza draghetti, alle 12 circa, armati di coraggio, passando dai tropici al polo nord, ci siamo immersi fino al collo nell'infido liquido, quasi potabile, che stà lì a protezione dell'antro. Unica dotazione il "barilotto stagno" ed un'appendice usata dall'invisibile contenente due bottiglie piene di aria di bosco (terribile veleno per chi respira solo aria di grotta come i draghi), utile anche come sostenitore acquatico.

Attenti a non sprofondare negli abissi o a finire agguantati dalle spire di bestie aliene, abbiamo superato la prima parte della tana nuotando in silenzio. Superati i primi due abissi (dove non si tocca), ci siamo inoltrati lungo il periglioso e viscido percorso, tra sabbie quasi mobili e argillose trappole, alternate ad altre pozze meno profonde, stando sempre attenti a non cadere, per non romperci l'osso sacro e soprattutto per non svegliare le inquietanti crature pietrificate che fanno da sentinelle a questo misterioso mondo. Arrivati finalmente in prossimità della sala della bestia e dei suoi fidi assistenti, abbiamo sfilato dal "barilotto" l'acchiappa draghi e, con sperimentata perizia, Fabio, da noi assistito, è riuscito ad ingabbiare le terribili creature nella scheda di memoria, abbastanza capiente, della sua arma segreta detta "digitale" poichè per farla funzionare và usato un solo dito, purchè esente da contaminazione da sabbia, pena la morte della assorbicreatura, con le conseguenti conseguenze.
Alla fine della terribile disputa, ci è scappata una sola incredibile creatura che per sfuggirci ha utilizzato l'unica via di fuga possibile, il profondo e, per noi, inviolabile sifone finale.

Contenti dell'impresa e del sostanzioso bottino di rare e subdole creature, delle quali abbiamo lasciato lì solo una innocua ed inanimata copia, ci siamo precipitati verso l'uscita, utilizzando una via di aggiramento detta "attiva" prima che le nostre energie vitali si esaurissero (ipaninicolsalame sono stati lasciati colpevolmente in macchina).
Appena fuori, riagguantato Ursus impegnato a contrastare le sentinelle esterne, abbiamo raggiunto velocissimamente la nostra fortezza mobile, giusto in tempo, prima d'essere investiti dalle saette, rutti e lacrime del drago.
In tre ore l'impresa è stata compiuta, il destino è stato quindi fausto.
Per chi non credesse a questo illustre racconto, nei prossimi giorni saranno rese visibili le spoglie delle orrende bestie e le foto degli eroi nel settore "foto".

Se continua a piovere ed il ruscello che nutre la grotta sale di altri 50 cm. l'antro sarà inviolabile fino alla prossima stagione secca.