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Tornavamo dall'escursione a Campo Felice, io, Fabio ed Alessandro.
L'indomani avremmo dovuto essere a Grotta Cola, insieme ad altri speleonauti
e principianti.
Il cellulare di Fabio squilla. E' Aldo. Il giorno dopo, assieme a Nanni,
sarebbe andato all'Occhio ad armare la risalita e disostruire una strettoia.
Gli serviva Fabio per completare parte del rilievo.
Il richiamo della grotta chiamata da Vincenzo di Carpineto, che l'ha
scoperta, Occhio della Farfalla, è forte. Fabio rinuncia alla grotticina.
E rinuncio anch'io.
La sera, a casa di Fabio, chiamiamo Puorcavuacca e lo avvertiamo della
nostra assenza.
La storia dell'Occhio della Farfalla
Era un buco, un piccolo buco sotto strada, come tanti ce ne sono
nei paesaggi carsici italiani.
Un buco trovato da Vincenzo 20 anni fa, che lo allarga, scoprendo un pozzetto
di 4 metri. La grotta finiva lì. Per 20 anni la grotta sotto strada
era un buco profondo 4 metri.
Durante un'esplorazione con Aldo, Vincenzo lo convince a vedere quel buco.
Aldo era addirittura in pantaloncini. Decidono di scendere. Aldo toglie
qualche sasso, scava, da alcuni fori nel terriccio viene fuori aria. Toglie
un sasso e il terriccio lo prende in pieno in faccia. Esce aria da quel
buco. Lo allargano. E comincia l'esplorazione dell'Occhio della Farfalla,
la cui profondità è ora stimata intorno ai 450 metri.
L'appuntamento è, come al solito, all'Anagnina, alle 8. Là
troviamo alcuni dell'SCR che andavano in un'altra grotta, sempre in zona
Carpineto. Troviamo Nanni, mentre Aldo ci aveva già affiancato
in strada con la sua auto.
Partiamo.
La solita sosta a fare colazione in pasticceria. Finalmente si arriva
in vicinanza dell'imbocco. Pioviggina e c'è nebbia. Ci si cambia,
un po' in auto un po' fuori. In breve mi sento acqua nelle orecchie e
nei capelli.
Fabio arma e scende con Aldo. Arriviamo all'entrata anche io e Nanni.
Mi infilo nella strettoia, raggiungo la finestrella, entro nell'altro
cunicolo, trovo la corda, longe lunga, mi lascio andare e sono nella nicchia,
scendo il gradino, mi infilo nell'altro stretto cunicolo fino a vedere
la corda del traversino all'imbocco del P8. Attacco la longe. Questa volta
non c'è Aldo a passarmi la corda. Devo sporgermi io a prenderla.
Va meglio della volta scorsa. Prendo la corda, attacco il discensore,
blocco, stacco la longe, afferro il traversino per non dondolare. Vedo
uno spuntone di roccia. Perché tenersi alla corda se c'è
questo spuntone più vicino all'armo? Afferro lo spuntone, che si
stacca e mi resta in mano. Finisco così contro la roccia, sulla
verticale della corda.
Più tardi, a cena, raccontando l'accaduto, Fabio mi chiede, sorridendo,
che è stata messa a fare la corda... In effetti non ho avuto una
bella pensata...
Io e Nanni raggiungiamo Aldo e Fabio nella saletta della risalita. Fabio
scenderà fino al P15 con Nanni per completare il rilievo.
Io darò una mano ad Aldo a disostruire la strettoria che si apre
sopra la risalita.
Aldo sale in arrampicata libera. Arma e ridiscende. Salgo io con gli attrezzi,
mi stacco dalla corda e resto nella nicchia. Aldo mi raggiunge e si posiziona
con la corda. Attacco la batteria al trapano. Aldo comincia a lavorare
per armare, poi si infila nella strettoia e la allarga un po' a furia
di martellate. Riesce ad entrare, va dentro per un paio di metri, ma poi
stringe di più.
Rimettiamo gli attrezzi a posto e scendiamo. Mentre Aldo finisce di sistemare
gli attrezzi, vado incontro a Fabio e Nanni. Mi affaccio in un buco, largo
circa un metro. Forse è lì che devo passare. Poi vedo 2
cose bianche, che mi ricordano fazzoletti di carta, vedo una colata di
fango nero... no, non è quella la strada. Quello è il buco
in cui Nanni ha scaricato i suoi escrementi...
Più a sinistra c'è il cunicolo in cui passare. Vado avanti,
camminando carponi, poi sdraiato, c'è un rumore d'acqua abbastanza
forte. Arrivo fino all'imbocco del P2, chiamo ad alta voce Fabio. Nessuna
risposta.
Torno indietro. Prendiamo i sacchi. Aldo mi dice di risalire, lui andrà
a raggiungere gli altri, per vedere quanto tempo ancora hanno.
So che l'ha fatto apposta a farmi tornare da solo. E ha fatto bene. Raggiungo
il P8, che poi si rivela un P7, lo risalgo, esco dal pozzo e mi infilo
nel cunicolo. Ho la bella idea di entrare con il sacco sulle spalle...
Tutti e due non ci passiamo... Strisciando indietro cerco di trovare un
punto largo per togliermi dalle spalle il sacco. Nel frattempo mi raggiunge
Aldo. Un po' più avanti mi da delle dritte per portare il sacco
nelle strettoie. In breve usciamo all'aria aperta. Non piove più.
Apriamo la macchina di Nanni e ci cambiamo.
Ci raggiungono più tardi gli altri 2 e ci mettiamo d'accordo per
una pizza. Andiamo così al Ristorante Feoli "La Rupe Dei Venti",
dove varie volte abbiamo mangiato.
Ritorniamo all'Anagnina e ci salutiamo.
Il giorno dopo ho i muscoli a pezzi e qualche acciaccatura, ma so che
tornerò ancora all'Occhio della Farfalla.
--|Vrsvs Spelaevs|--
"Tutto ciò è detto con il sorriso ed è per
mantenerlo che ognuno di noi a prescindere dagli altri deve a mio avviso
mantenere il proprio stile di comportamento senza perdersi in mere disquisizioni."
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