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Relazione uscita del 25-9-05 alla
Grotta di
Punta degli Stretti - di Ursus Spelaeus
L'appuntamento è alle 8,15 a Battistini, dove io e Fabio
arriviamo con mezz'ora di anticipo. Là aspettiamo Padre Gherardo
e Marco Jones (col suo consueto ritardo).
L'auto del Padre ci conduce a Cerveteri per raccogliere Puorcavuacca,
che ha avuto l'ottima idea di portare un canotto, dimenticando però
la pompa per gonfiarlo (sottigliezza trascurabile). A una Coop si fa incetta
di cibarie, tra cui olive e ananas in barattolo.
Finalmente, alla consueta ora speleonauta, si entra in grotta.
L'ingresso è comodo e polveroso ed immette
in una piccola galleria che sfocia in un'altra, artificiale, costruita
dai tedeschi ed adoperata ora dalle ferrovie. Lì lasciamo alcuni
zaini ed entriamo nella prima sala, con l'acqua che ci arriva alle caviglie.
C'è anche un traverso, che Padre Gherardo usa per non bagnarsi,
sostenendo che l'acqua della grotta non è certo benedetta. Marco
Jones, preso d'improvviso da una crisi mistica, ne approfitta e segue
il Padre.
Io, Fabio e Puorcavuacca, invece, dotati di muta, avanziamo nell'acqua.
Si approda subito su delle rocce e si comincia a studiare il rilievo e
l'ambiente per capire in che direzione procedere. Questa volta, mancando
il GPS di Gabriele, troviamo subito la via.
Si arriva ad un meandro allagato, abbastanza caratteristico,
che percorriamo parte sul fondo e parte in opposizione. Ci viene quindi
in mente di scattare una bella foto. Ci si mette in posa, arrampicati
sulle rocce, si prendono i flash e... Fabio si accorge che la scheda della
sua fotocamera è rimasta a casa. Non importa, tanto non valeva
la pena scattare delle foto, perciò procediamo.
Si arriva al grande lago egiziano.
L'acqua è fonda e così decidiamo di servirci del traverso,
che pare si faccia di solito con l'attrezzatura, di cui solo il Padre
è provvisto. Le concrezioni sono presenti in buona quantità,
l'acqua, sebbene più pulita degli Ausi, è pur sempre sporca,
anche se in alcuni punti appare cristallina.
Percorriamo la galleria Garibaldi e là Fabio scopre che il fondo,
in un punto, è vuoto. Cerchiamo invano il busto di Garibaldi. Io
e Fabio ci arrampichiamo per una risalita di massi franati in esplorazione.
Fabio raggiunge il culmine, non trovando nulla di interessante.
Sempre io e Fabio percorriamo una galleria allagata e bassa. Si cammina
con l'acqua fino alla vita, in mezzo a una patina di calcare. La galleria
termina in una strettoia che porta ad una piccola saletta in cui i tentativi
di disostruzione a martellate sono evidenti.
Torniamo indietro.
Si esce dalla grotta poco dopo le 15 (ossia alle
14,10). Cambiati e mezzo ripuliti decidiamo di andare in spiaggia. Marco
Jones si pavoneggia con le sue esibizioni natatorie. Il Padre si bagna
con fare spirituale. Fabio indossa la muta e la machera e si immedesima
in un provetto sub, con la scusa di dover lavare la muta, dopo aver occupato
la spiaggia con scarpe, indumenti e accessori bagnati usati in grotta
(tipo accampamento Rom).
Puorcavuacca si addormenta esausto (non si sa per cosa) sul telo mare.
Non sapendo come passare il tempo, io, Fabio e Padre Gherardo prendiamo
di mira Jones, che ancora non esce dall'acqua, tirandogli addosso i sassi
della spiaggia. Purtroppo tutti i tentativi di colpirlo falliscono e così
rinunciamo. Sono passate appena le 16,00 (ossia le 14,10).
Puorcavuacca si sveglia con la voglia dell'ananas e per 20 minuti armeggia
con un coltellaccio sul barattolo nel tentativo di aprirlo. L'apertura
viene slabbrata miseramente ma le fette di ananas all'alluminio si possono
ora mangiare.
Alle 18 passate (ossia alle 14,15) decidiamo di andar via, prima che torni
il proprietario dell'ombrellone che Padre Gherardo ha preso per donarlo
ai bisognosi.
Siamo a Cerveteri alle 20,00. Puorcavuacca se ne
va casa, dopo averci intrattenuto in auto con esilaranti arzellette "modificate"
mentre il resto va a cenare in pizzeria. Marco Jones impone di prendere
o tutti la pizza o tutti la carne, perché così è
più democratico. Gli facciamo fare un ripasso sul significato della
parola democrazia (alla facoltà di Fisica non si studia questa
materia) e
così ognuno è libero di mangiare quel che vuole.
La padrona settantenne mi scambia per un suo coetaneo e poi, siccome non
aveva il resto, ci dice che è più comodo aumentare il conto.
In un certo senso ci va bene, così abbiamo risparmiato i soldi
della mancia.
Il Padre ci riporta a Battistini sani e salvi. Io
e Fabio montiamo in macchina e ce ne torniamo a casa. Sulla strada vediamo
la figura del Jones che procede in costume (di sera, a Roma), zaino in
spalla e 2 buste in mano come un vero esploratore che si rispetti.
La tentazione è forte. Tiriamo giù il finestrino e ci prepariamo
alla zingarata finale stile "Amici miei". Raggiunta l'ignara
figura Fabio da
sfogo al clacson e in coro gli urliamo: " A bellaaaaaaaa!" Stoicamente
Marco Jones non raccoglie e prosegue per la sua strada, con la certezza
di avere, dopo la simpatica gag, trovato qualche nuovo "amico"
nel suo quartiere.
L'avventura è finita.
--|Vrsvs Spelaevs|--
"Tutto ciò è detto con il sorriso ed è per
mantenerlo che ognuno di noi a prescindere dagli altri deve a mio avviso
mantenere il proprio stile di comportamento senza perdersi in mere disquisizioni."
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