Pozzo del Frigorillo
26 febbraio 2006 - di AngeloAntonio20002000
RELAZIONE RAID AL FRIGORILLO
Domenica 26/2, nonostante le pessime previsioni
meteo, un temerario gruppo di coriacei Speleonauti ha intrapreso l'avventura.
Alla partenza presenti in cinque, me medesimo, Novella la bella, Fabbio4x4(vista
la velocità di progressione su fango), il sommo Padregherardo (assistente
spirituale) ed infine il nostro Ursssusssssss.
Consueta partenza dal mitico campo base detto "ALLANAGNINA"
tempo (in senso meteo) nonostante gli "jettatori del sabato"
- splendido.
Dopo un consulto ci affidiamo alle innate ed indiscusse
doti di navigatore di Padregherardo che armato di GPS e cartine varie
si impegna a guidarci verso la meta, dopo una decina di errori di percorso
arriviamo al mitico paese di Supino; proseguiamo per la decantata sacra
fontana videosorvegliata (il comune è stato costretto a ricorrere
a tale sistema di sicurezza per scongiurare i furti dell'acqua miracolosa
che sgorga dalla fonte). Proseguendo sulle indicazioni in nostro possesso
prendiamo la via a sx (spalle rivolte alla fontana) e cosi ci accorgiamo
che la strada bianca segnalata sul sacro testo (il libbrone) nel frattempo
è diventata nera poiché asfaltata; giunti dopo una percorrenza
di c.a. un Km in salita alla "comoda piazzola di sosta alla sx della
strada" (dove finisce la parte asfaltata) parcheggiamo il carro attrezzi.
Li ci travestiamo da spelo e senza indossare le armi che avrebbero intralciato
il grave cammino, ripartiamo sacchi in spalla per la strada veramente
bianca che si trova al centro del trivio e non bivio. Dopo c.a. 300 mt.,
sempre indicazioni alla mano, prendiamo per un sentiero fangoso in salita
a dx (trattasi di sentiero segnalato con bandierine CAI) e, sali sali,
sempre seguendo le bandierine, si giunge ad un ampia dolina, superata
la quale, si deve continuare a seguire il sentiero, si passa anche su
alcuni tratti di greto e sempre lungo il sentiero che risale la valle,
giunti a quota 655, sulla sx del plurinominato sentiero, 5 mt. in alto,
in prossimità di un albero spezzato, troviamo lo sperone (paretina
di 3 mt.con adiacenti sassoni) sotto la quale si apre il basso ingresso
del Frigorillo.
Facile a dirsi ma ogni volta è un impresa ritrovare il famigerato
buco, sai, poi per quelli come me che sono in età pensionabile,
la cui memoria si e persa nella memoria della memoria, la cosa è
sempre più difficile.
E menomale che ci sono i baldi giovani che ad un certo punto, quando si
è quasi perso la speranza gridano "ecchilaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!",
gloria e merito a Padregherardo che stavolta a addirittura superato il
nostro Orso segugio.
Quindi non ci è restato che armarci, iniziare
ad armare la grotta e cimentarci con il quasi scomodo ingresso e la successione
di pozzi ( in un paio di situazioni si è costretti ad allestire
armi un po' esposti ) che si susseguono, interrotti da salette più
o meno ampie. Al finire del cordame a nostra disposizione siamo giunti
a - 75, peccato non aver visto la sala che delimita l'attuale fondo, sarà
per la prox.
Si segnala che nonostante un conduttore di capre, li per caso incontrato,
ci avesse detto che in questo periodo avremmo trovato molta H20 (specifico,
non trattasi del Presidente) la cavità ipogea (anvedi che termine
acculturato!!) è attualmente quasi asciutta.
Lungo la discesa, si è accompagnati da un esile rigagnolo che rompe
le scatole, sputacchiandoti addosso un pò di moccolamenti su qualche
pozzo "appoggiato" (si dice cosi e basta !!!).
Altra cosa da segnalare è la presenza di poche concrezioni, tutte
sporchine e l'avvistamento di alcune presenze mobili con più o
meno 8 zampe e antenne, del tipo comune in molte grotte.
Cosa alquanto originale, è la capacita di
amplificazione dei suoni e il forte effetto eco presente in quasi tutte
le salette, la cosa fa pensare ad ambienti notevolmente più ampi,
quindi .................
Approfittando di questa condizione ambientale favorevole, mi sono dilettato
a rompere i timpani e non solo quelli, con l'accenno di alcune Arie tratte
da nobili Opere Liriche, mi sono sentito tanto Domingodomingo.
Nonostante i miei tentativi di perturbare le condizioni
meteo, dopo quattro ore, siamo riemersi e favoriti dalla limpida serata,
abbiamo potuto ammirare il bel panorama notturno dei paesini illuminati
sul fondo valle.
Il ritorno al veicolo motorizzato, seguendo a ritroso il sentiero CAI,
non costituisce grave impedimento, basta che non ci sia nebbia e che si
sia allenati a sciare su fango e fogliame viscido(consiglio di non togliersi
l'illuminato elmo e di pararsi il culo, scusate la mia prosaicità).
Alla proxima, AA20002000.


