lampadaVi segnalo il sito web di un collezionista di lampade a carburo per uso minerario che ha raccolto foto e informazioni molto interessanti sull'argomento.
Guardando le varie sezioni ho scoperto che l'illuminazione a carburo oltre all'uso speleo a noi noto veniva utilizzata anche in casa o come faro per bici e motociclette! 

 

Lampade a Carburo da Miniera
Forse il settore in cui ha trovato maggior applicazione il carburo di Calcio è l'illuminazione in miniera.
Una vera e propria rivoluzione è stata l'arrivo del carburo in miniera, rispetto ai sistemi di illuminazione ad olio, decisamente deboli, o elettrici, pesanti e con scarsa autonomia. Le lampade destinate all'utilizzo in miniera sono esclusivamente di tipo portatile, unità autonome a fiamma libera diffusa, senza riflettori, caratterizzate da un manico a forma di uncino che permette, oltre al trasporto della lampada, di appenderla nel luogo di lavoro, posizionandola su qualche sperone di roccia o sulle travi di legno delle armature.
 
Lampade a Carburo da Casa
La grande luminosità offerta dal carburo ha trovato impiego anche per l'illuminazione domestica.
La maggior parte delle lampade destinate all'utilizzo in casa sono di tipo portatile, unità autonome a fiamma libera diffusa, senza riflettori, con un'impugnatura per facilitarne il trasposto ed una base più o meno ampia che permette di appoggiare la lampada sul tavolo. Ma sono venuto a conoscenza dell'esistenza di impianti "centralizzati" di illuminazione a carburo, un unico grosso generatore di acetilene dal quale partono dei tubi che portano il gas a lampadari a gas fissi in ogni stanza della casa, muniti di rubinetti per accendere e spegnere e per regolare la luminosità. Questo tipo di impianti sono diffusi nella zona della bassa Pianura Padana.
Le condizioni di utilizzo di queste lampade a carburo, generalmente appoggiate su tavoli o mensole in modo stabile, ha permesso l'impiego di un particolare sistema di chiusura dei serbatoi chiamata "CHIUSURA IDRAULICA". Il serbatoio  del carburo dentro al quale avviene lo sviluppo del gas non ha una chiusura meccanica ermetica ma la tenuta viene garantita da una certa quantità di acqua nella quale viene immerso il serbatoio del carburo.
 
Fari a Carburo per Veicoli
 
Sono parecchi i veicoli che hanno avuto nella loro storia un sistema di illuminazione a carburo, dalle più semplici biciclette fino ad arrivare a treni passando per auto, camion e persino tricicli per la vendita del gelato.
Molti sono i veicoli a motore che nonostante la presenza a bordo dell'elettricità data da dinamo o alternatori, hanno impiegato fari a carburo per illuminare la strada percorsa, adottando apparati che prima venivano utilizzati su biciclette e carrozze. All'epoca, però, esistevano già lampadine elettriche con filamento a carbone ma esse non resistevano alle vibrazioni e non poterono trovare immediato uso nei veicoli a motore.
Sulle automobili le lampade ad acetilene erano, in origine, gruppi autonomi ma, in una successiva evoluzione, furono alimentate da un generatore centrale che distribuiva il gas a tutti i corpi illuminanti. Con questo sistema si poteva montare il generatore di gas in prossimità del cruscotto, in modo che il guidatore potesse regolare la mandata di gas e quindi incrementare o ridurre la luminosità. Intorno al 1910, vennero prodotte le prime lampadine con filamento al tungsteno resistenti alle vibrazioni ma in molti casi si continuò a montare fari a carburo fino al 1930 circa.
La maggior parte delle lampade che compongono questa sezione sono fari progettati per l'utilizzo su motoveicoli ma che poi venivano utilizzati sulle biciclette. Una faro per Motocicletta si distingue da quello per Bicicletta per la presenza del vetro frontale. La fiamma del Carburo è abbastanza resistente allo spegnimento quindi su veicoli a pedali non era necessaria la protezione del vetro, mentre invece, sui veicoli a motore, che raggiungono una velocità maggiore, è necessario un riparo per la fiamma dalla corrente d'aria che viene a formarsi quando il veicolo è in movimento. Per sopprimere le vibrazioni trasmesse dal fondo sconnesso alla ruota, l'elemento che collega il faro al veicolo è una sospensione a parallelogramma con molle.
 
Lampade Militari e Ferroviarie
 
Il carburo ha trovato applicazione anche in lampade appositamente costruite per il mondo militare e per l'impiego nei reparti ferroviari, sono lampade con caratteristiche particolari studiate appositamente per l'utilizzo in condizioni particolari e con funzioni speciali.
La maggior parte di queste lampade sono in verità delle lanterne, cioè, la fiamma è protetta da vetri disposti a quadrato intorno alla lampada. In molti casi queste lanterne hanno i vetri laterali colorati, verde o rosso, per segnalazioni di tipo semaforico oppure  degli appositi sostegni che permettono di inserire lenti colorate e oscuratori in lamina metallica per segnalazioni di tipo "Morse".
Anche la colorazione è particolare, le lampade militari sono generalmente dipinte con colori mimetici che variano dal tipico verde in varie sfumature, al color sabbia, al grigio, mentre invece, le lampade per uso ferroviario non sono caratterizzate da un colore particolare.
Per facilitare l'utilizzo ed il trasporto la maggior parte di queste lanterne ha un'impugnatura superiore di forma ergonomica rivestita in legno per isolare la mano dal calore prodotto dalla lampada.
 
Lampade da Speleologia
 
La speleologia è uno "sport" abbastanza recente, quindi le lampade dedicate a questa attività non sono molto vecchie, di contro è l'unica disciplina in cui si impiega ancora il carburo per l'illuminazione.
La lampada da speleologia è caratterizzata da un generatore di acetilene, che generalmente viene agganciato alla cintura ed un bruciatore montato sul casco protettivo, collegati da un tubo in gomma. Questo permette di illuminare l'ambiente in cui ci si muove puntando la luce dove serve e di avere le mani libere per lavorare con le attrezzature.
Le prime lampade da speleologia venivano costruite artigianalmente riadattando vecchie lampade da minatore che opportunamente modificate funzionavano da generatore di acetilene al quale era attaccato un tubo di gomma che portava il gas al bruciatore costituito dal vecchio beccuccio delle lampada da miniera, un porta beccuccio fatto con pezzi di recupero ed un riflettore generalmente ricavato da un mestolo da cucina.
Con l'evoluzione della tecnologia, anche le lampade si sono perfezionate, ditte specializzate hanno iniziato a produrre generatori e bruciatori opportunamente studiati per tale impiego con materiali tecnologicamente più avanzati che garantiscono una maggiore autonomia ed affidabilità.
 
 
tratto dal sito www.carburo.it
 
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